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I teatri di Napoli
Il Mercadante
Cento anni prima di essere chiamato Mercadante (nome successivo di poco più di un secolo) nasce nel 1777-78 con il nome di Teatro del Fondo. Esso fu costruito, su un progetto del colonnello siciliano Francesco Securo, da una società militare che gestiva il "Fondo di separazione dei lucri" (da cui prese il nome) creato con i proventi confiscati al disciolto Ordine dei Gesuiti. Secondo teatro cittadino fu un teatro regio che il sovrano borbone voleva associato a rappresentazioni di "opere buffe" e altri generi rispetto all' "opera eroica" che doveva essere appannaggio del San Carlo, primo teatro napoletano. Nel 1779 viene inaugurato con l'opera "L'infedele fedele" di Giovambattista Lorenzi, musica di Cimarosa. La gestione del teatro era affidata esclusivamente ad un impresario fino al 1785 quando all'impresario (Giuseppe Lucchesi Palli) venne lasciato il compito di organizzare la stagione e invece gli oneri e gli introiti finanziari degli allestimenti furono assunti dalla Società. Nel 1979 con la caduta del regno e l'avvento della Repubblica Partenopea il teatro assunse il nome di "Teatro Patriottico" e presentò drammi e "Inni patriottici", tra cui quello di Cimarosa, che costò al compositore la possibilità di rimanere a Napoli quando si restaurò la monarchia. Nel 1809 fino all'Unità di Italia (1861) la storia imprenditoriale del Teatro Fondo fu associata a quella del Teatro San Carlo e spesso spettacoli venivano trasportati da un teatro all'altro. Nel 1815 con la restaurazione borbonica il Fondo recuperò la sua funzione operistica ed ospitò musicisti come Rossini, Donizetti, Bellini, Mercadante e Verdi. Con L'unità di Italia il Teatro Fondo (come il San Carlo) passò al Demanio e inizò a rispondere, con l'emergere della classe borghese, alle esigenze di un pubblico differenziato. Il 17 dicembre 1870 arrivò al Prefetto una petizione in cui si chiedeva il cambio del nome al teatro: venne chiamato Mercadante, dedicandolo al musicista di origine pugliese formatosi a Napoli.
Questo teatro vide sul suo palcoscenico avvicendarsi i grandi attori come Adelaide Ristori, Fanny Sadowski , Ermete Zacconi, Eleonora Duse, Sarah Bernardt e Coquelin, ma anche personalità di punta del teatro napoletano come Scarpetta. Teatro sempre rivolto alle novità, nel 1914 ospitò una discussa "Serata Futurista" organizzata da Marinetti. Successivamente suoi grandi protagonisti furono Marta Abba e Luigi Pirandello. Tra il 1920 ed il 1938 ci furono lavori di restauro e nel 1936 il soffitto si arricchisce con un pregevole dipinto a tempera di Francesco Galante dal titolo "Napoli marinara". Dopo ulteriori opere di restauro, dal 1959 al 1963 ottenne il riconoscimento di Teatro Stabile, sotto la direzione di Franco Enriquez. Nel 1963 venne chiuso per inagibilità, dovuta a ragioni statiche. Nel 1973 il Teatro venne trasferito dal Demanio al Comune di Napoli e nel 1979 iniziò l?ultimo restauro con la creazione di nuovi servizi come un teatrino sperimentale, una sala di scenografia, ampi camerini per gli attori. Nel decennio '80/'90 si è avuta una programmazione varia: il progetto "Teatro di Napoli-Teatro del Mediterraneo" (1990/?92) diretto da Maurizio Scaparro, alcune prestigiose rappresentazioni del maestro Roberto De Simone ("Histoire du Soldat" di Stravinskij e "La Gatta Cenerentola" dello stesso De Simone) e delle "Settimane Musicali Internazionali". Con la stagione artistica del 1995-96 , dopo trent'anni in cui era stato utilizzato solo per "eventi " artistici, il Mercadante inaugura il primo cartellone teatrale promosso dal Comune di Napoli, dall'Ente Teatrale Italiano e dal Teatro Pubblico Campano, partecipando così nuovamente a pieno titolo alla vita culturale della città.
La nascita del teatro San Carlo
Il teatro San Carlo nasce nel 1737 per volere del re Carlo III di Borbone e al sovrano fu intitolato. Fu realizzato dall'architetto Antonio Medrano e da Angelo Carasale. Il tempio napoletano della lirica fu inaugurato il 4 Novembre del 1737, giorno dell'onomastico del re, con la messa in scena dell'opera di Metastasio: "Achille in Sciro". Dopo quasi cent'anni, nel 1816 il teatro fu arso dalle fiamme di un gigantesco incendio. Grazie all'intervento di Ferdinando IV di Borbone il teatro fu ricostruito e la seconda inaugurazione avvenne il 12 Gennaio del 1817 con il "Sogno di Partenope" di Giovanni Simone Mayr. Ad oggi il teatro San Carlo è uno dei templi più attraenti della lirica e dell'arte recitativa.
L'incendio del teatro S. Carlo: Il 12 febbraio 1816 scoppiò un grave incendio che distrusse il teatro S. Carlo. L'evento impressionò il mondo intero e venne ben descritto iconograficamente in un quadro a penna, di un anonimo,che si trova nel museo di San Martino. Solo dieci mesi dopo, però, il teatro risorse per opera dello stesso Niccolini, per volere del re Ferdinando. Il teatro che doveva essere rifatto come prima, fu modificato in alcune parti: il portico e la facciata; la sala fu abbellita con nuove decorazioni, opera di Camillo Guerra e Gennaro Maldarelli, tra cui i fregi sui parapetti dei sei ordini di palchi ed un bassorilievo e un orologio nel sottoarco del proscenio; il palco reale fu ampliato: sul soffitto fu aggiunto un affresco, tuttora esistente, di Giuseppe Cammarano (Apollo che presenta a Minerva i più grandi poeti del mondo): fu dipinto un nuovo sipario, poi sostituito nel 1854 con un altro, ancora in uso, di Giuseppe Mancinelli (Il Parnaso); inoltre venne sensibilmente migliorata l'acustica (ancora oggi unitamente considerata perfetta) e fu ampliato il palcoscenico, che oggi misura m. 33.10 x 34.40. Il 12 gennaio 1817 il teatro venne inaugurato per la seconda volta e da allora è rimasto identico.
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